Sperimenta, sbaglia, sperimenta meglio.

“Sperimenta, sbaglia, sperimenta meglio” è, o dovrebbe essere, il motto di chi fa partire un progetto nuovo.

Questo è l’ultimo post che scrivo su questo blog. Mi sono reso conto che gestire due blog in parallelo è una scelta non saggia, un impegno che va sprecato. Per cui, la politica in pagelle si ferma qui e torniamo tutti su D-Avanti.

L’incerto avrà un suo spazio, dedicato, sul blog che da sempre è casa mia: grazie alle due-tre persone che hanno letto qui, ci vediamo di là.

La proposta di Silvio: 40 miliardi di debito pubblico

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La pagella di oggi è molto facile, anche perché il concetto l’ha riassunto egregiamente Mario Seminerio (@Phastidio) in questo Tweet.

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Ma il problema non è l’Imu

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La discussione su come impostare la politica fiscale nella prossima legislatura mi deprime un po’. Perché si riassume tutta nel pratico specchietto che Repubblica ha messo in pagina oggi: c’è una tassa, l’Imu, che in generale ai cittadini non va di pagare – e il perché è ben comprensibile. Così, i tre principali leader politici in corsa per il governo del paese si stanno chiedendo, essenzialmente, se e di quanto abbassarla, mutarla, variarla per star dietro all’opinione pubblica inferocita.

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Nuova Lega, vecchia truffa

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Iniziamo a dar voti e a scrivere pagelle.

E iniziamo da una delle poche proposte politiche chiare che sia finora uscita in questo principio di campagna elettorale: l’accordo alla base della ritrovata unità, quella un po’ di malavoglia, fra il leader del PdL Silvio Berlusconi e la Lega Nord. “L’accordo scritto” fra il Cavaliere e Maroni, come dice Matteo Salvini, prevede che se la coalizione Lega-Pdl vincesse le elezioni, a Roma ci si spenderebbe per modificare il federalismo fiscale in modo che “il 75% delle imposte prodotte in Lombardia” restino sul territorio.

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Lavori in corso

MARIO MONTI AL TERMINE DEL CONSIGLIO MINISTRI: - OK A TAGLI PROVINCE, NO AD ACCORPAMENTO FESTIVITA' -

Stiamo scaldando i motori e partiremo a pieno regime con l’anno nuovo.

Per adesso, due pagelle d’altri da leggere che riguardano l’agenda Monti, il manifesto politico del presidente del Consiglio uscente; due pagelle per iniziare a vedere come si lavorerà su questo sito.

NoiseFromAmerika analizza la parte economica e fiscale del programma Monti e la trova ricca di principi in linea di massima condivisibili ma povera di proposte concrete, quelle che in futuro chiameremo i “come” di un programma politico; le “proposte concrete” sembrano essere due: pareggio di bilancio nel 2013 e riduzione del deficit progressiva con l’obiettivo del debito 60% sul pil. “A parte questo, il resto e’ nebbia”, dicono su NFA:  per cui, come a dire, un 6 scarso. 

ROARS, Return on Academic Research, analizza le proposte di Monti per scuola, università, ricerca. Secondo il collettivo guidato da Francesco Sylos Labini, la proposta Monti è vecchia, subordinata alla schiavitù del pareggio di bilancio, prigioniera di schemi fallimentari come quello dell’Anvur, l’agenzia per la valutazione della ricerca italiana che viene “criticata anche oltre l’Atlantico” sopratutto dopo il pasticcio delle “riviste pazze”, come la prestigiosa “Suinicultura” censita come pubblicazione di eccellenza; secondo Roars, il vero intento dell’agenda Monti “si legge fra le righe”: un’università “più piccola di quella attuale”, definanziata perché ancorata alle sole discipline competitive per il mercato e a cui le aziende sono interessate. Roars richiama alcuni autorevoli pareri e studiosi, che sostengono come sia fondamentale investire anche in ricerca “improduttiva” – lettere, scienze sociali e storiche – perché essenziali alla salute culturale e collettiva delle comunità, dei paesi, degli stati.  Insomma, da Roars, una secca bocciatura all’agenda Monti, definita “priva di proposte concrete” e “reticente” perché impaurita dal proclamare la sua vera politica: tagli, definanziamenti, riduzione dell’offerta universitaria. Un voto che qui sarebbe 4. 

Stay tuned.